Il patrimonio archivistico

Più di 100.000 pezzi archivistici sono conservati nei depositi dell’Archivio di Stato di Potenza, disposti su più di 10 km lineari di scaffalatura metallica. Sono pergamene, mappe, registri, sigilli, disegni, dove sono scritti mille anni di storia della Basilicata. Se infatti il più antico documento è una pergamena del 990, i documenti più recenti sono fascicoli della Prefettura di Potenza degli ultimi decenni del XX secolo.

La maggior parte della documentazione è costituita da carte prodotte dagli uffici statali che hanno operato nella provincia di Potenza in varie epoche storiche: dall’Antico Regime (XVII sec. - 1806), passando per il Regno delle Due Sicilie (1816-1860) sino ad arrivare allo Stato italiano. Sono poi conservati: oltre 1000 pergamene di varia provenienza; gli archivi notarili dei distretti di Potenza, Melfi e Lagonegro (1524-1925); documenti provenienti da chiese e monasteri soppressi nel corso del XIX secolo; i registri del catasto provvisorio; gli atti dello Stato civile dei comuni dell’attuale provincia di Potenza dal 1809 al 1865; liste di leva (1842-1931) e ruoli matricolari (1840-1925). Carte e archivi sono stati donati da privati, come quelli dello scultore potentino Michele Giacomino (1894-1927), della famiglia Albini (1848-1923), del patriota lucano Pasquale Ciccotti (1832-1915). Rilevante è l’archivio dello “Stato di Melfi” dei principi Doria Pamphili (1500-1968), riguardante l’amministrazione del vasto latifondo che nel 1531 Carlo V assegnò ad Andrea Doria.

Impossibile far capire in poche righe l’importanza che questi documenti rivestono per la storia della regione: si pensi solo ai privilegi di epoca medievale; agli atti matrimoniali del XVI secolo; ai contratti per l’esecuzione di opere d’arte; alla descrizione di antiche feste e sfilate; ai disegni di palazzi e castelli; ai processi e alle sentenze di condanna di briganti come Carmine Crocco; alle carte riguardanti i patrioti del Risorgimento lucano e l’insurrezione lucana del 18 agosto 1860; ai progetti delle prime ferrovie; ai registri dei passaporti per l’estero e alle fotografie degli emigranti; alla descrizione di antiche botteghe, ecc. ecc.

  Chilometri di carte, insomma. Chilometri di storie del passato pronte a rivelarsi nell’affascinante avventura della ricerca.

 

  Collegamento alle fonti dell'Archivio di Stato di  Potenza presenti nel "Sistema Informativo degli Archivi di Stato Italiani (SIAS)"